1 maggio 2020 una data e una Festa dei Lavoratori che non dimenticheremo.
1 Maggio 2020, una data e una Festa del Lavoro che non dimenticheremo. Il primo pensiero va a tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità e dell’assistenza, medici infermieri, personale tecnico, operatori sanitari con una gratitudine che non troverà mai le parole adeguate per un impegno senza limiti di rischio né di fatica. Poi il pensiero corre a tutte le categorie dei servizi essenziali: le filiere agro alimentare e distributive che ci hanno consentito di sopravvivere in questo di disgraziato periodo, ed i dipendenti pubblici dei comuni, dei trasporti, delle poste, ed ancora le Forze dell’Ordine che sono state chiamate ad un impegno straordinario. Poi ci sono tutti gli altri: quelli che non si sono mai fermati, quelli che hanno appena ripreso, quelli che chiedono di poter riaprire al più presto. Lavoratrici e lavoratori appartenenti a diverse tipologie, dipendenti, autonomi, precari, partite IVA, categorie queste ultime così particolarmente fragili, così rapidamente a rischio chiusura o povertà. Per tutti e soprattutto tutte lo spettro di una crisi economica che sarà sicuramente grave e che solo con l’impegno comune dell’UE potrà essere combattuta. Intanto dal governo sono venute misure via via più importanti a protezione dell’occupazione e a sostegno di autonomi e imprese. C’è l’urgenza che tali provvedimenti di protezione economico-sociale, supportati anche dal lavoro della Regione Emilia Romagna, siano efficacemente realizzati senza ritardi e appesantimenti burocratici.
Fondamentale sarà altrettanto il rispetto dei protocolli di sicurezza per la salute di lavoratrici e lavoratori nei luoghi di lavoro riaperti ed i controlli delle autorità preposte. Ci sarà bisogno di altro ancora ma sarebbe soprattutto importante evitare che si alimenti una nuova conflittualità tra salute e lavoro a scapito di una ripresa il più sicura possibile che metta al riparo da qualsiasi forma di deficit di fiducia dei cittadini verso le istituzioni, pericolo che non ci possiamo permettere.
Occorrerà far tesoro degli errori passati, proponendo innovazione in ogni ambito, dalle forme di organizzazione del lavoro, alla parità salariale tra uomini e donne, alla sostenibilità ambientale degli obiettivi di sviluppo, alla cura delle persone, al contrasto della povertà e delle disuguaglianze. Certamente queste settimane ci hanno costretto a correre su percorsi che andavano troppo a rilento: pensiamo alle esperienze di smart working, che hanno dimostrato straordinarie possibilità ed anche le criticità da affrontare. Ma in questo periodo di blocco “forzato”, si è avvertito con forza quanto valga il lavoro, quanto la sua mancanza sia insopportabile non solo dal punto di vista economico, ma umano. Questo ci porta al valore costituzionale del lavoro ed alla necessità di garantire la dignità di tutti i lavoratori e delle lavoratrici: valori iscritti nel DNA del PD.
Viva il 1Maggio.
Gigliola Venturini
Presidente Assemblea Provinciale PD
Reggio Emilia 30/04/2020