Andrea Costa (PD) a Bruxelles al convegno della rifondazione del Pse
BRUXELLES, 20 OTTOBRE - Arrendersi di fronte all\'avanzata delle destre e dei populismi, oppure ripensarci come sinistra nel mondo e in Europa? Questa la domanda di fondo del ciclo di incontri organizzato a Bruxelles dalla grande famiglia dei Socialisti Europei cui hanno preso parte i leader dei diversi partiti che la compongono a partire da Jeremy Corbin per arrivare a Gianni Pittella e al Presidente del Consiglio Italiano Paolo Gentiloni.
A rappresentare il Partito Democratico anche il segretario della Federazione Reggiana Andrea Costa e il segretario dei Giovani Democratici Luca Bonacini. \"La sinistra - spiega Costa - non sta affatto passando un bel momento, e le elezioni che si stanno susseguendo nei Paesi europei lo testimoniano. È a partire anche da questo stato di cose che si sono svolti questi \'stati generali\' a Bruxelles. Due giorni di dibattiti per costruire una piattaforma comune di politiche su cui dare battaglia all\'interno dell\'Unione e poi ciascuno nel proprio Paese. Due giorni, soprattutto, per dire che va costruita una visione nuova di sinistra nel mondo per aggredire i problemi della gente, evitando di andare ancora una volta alla rincorsa della destra\". Ad invitare Costa, una sorta di \'ambasciatore\' dei Democratici, direttamente lo staff di Pittella. \"Il nostro partito - continua il segretario Dem - è impegnato a livello locale nei congressi per rinnovare i gruppi dirigenti, essere alla guida della terza federazione più grande d\'Italia e con una candidatura unitaria mi ha consentito di rispondere positivamente all\'invito e portare il nostro punto di vista sulle questioni che stanno minando dalle fondamenta le nostre comunità. La politica deve affrontare con urgenza il tema delle disuguaglianze: è facendosi carico delle paure e delle ansie che queste generano, facendosi carico della perdita di certezza sul presente e sul futuro, riconsegnando la prospettiva di un miglioramento progressivo per tutti, che la sinistra può tornare ad essere egemone nel mondo e custodire i tratti caratteristici della nostra gente, che è sempre stata accogliente, aperta, solidale, ma che ora rischia di non esserlo più per colpa di quelle paure che dicevo prima\".