Cooperazione. PD: Il futuro passa dalle Apea
Il dibattito sulla cooperazione apertosi nuovamente a seguito della richiesta di concordato preventivo da parte di Unieco e dopo quelli di Coopsette ed Orion, senza dimenticare CMR, ci obbliga a riflettere in modo approfondito sul significato di ciò che sta avvenendo e sulle prospettive future della cooperazione. E\' bene ricordare che il sistema cooperativo non è costituito solo dalle imprese delle costruzioni ed in particolare del comparto edile, ma è un insieme di esperienze lavorative presenti in tanti settori: dalla produzione lavoro ai servizi - in particolare quelli alla persona - di consumo, di credito fino alle cooperative sociali.La gravità della crisi finanziaria ed economica è tale da mettere in sofferenza tutto il sistema produttivo, non esiste una crisi per il privato ed una per la cooperazione. L\'illusione che il patrimonio e la solidarietà interna al sistema cooperativo fossero sufficienti per reggere l\'urto della crisi si sono manifestati come strumenti insufficienti di fronte alla persistente durata di questa e al rischio concreto di non poterne prefigurare la fine.
Pertanto oggi si è costretti a mettere in discussione strategie e piani di lavoro che richiedono soluzioni diverse da quelle messe in atto nel passato. Si è costretti a fare molto di più ed in fretta perché già molto tempo è stato sprecato. Lo dobbiamo fare perché indubbiamente i valori fondativi e fondamentali del modello cooperativo sono ancora attuali e rappresentano una delle soluzioni ad una crisi di sistema che richiede cambiamenti e discontinuità di grande portata.
I principi di mutualità, di solidarietà, di democrazia, sono valori che fanno della cooperazione un modello che premia il saper lavorare ma soprattutto il saper lavorare insieme. Parlare di cooperazione vuol dire parlare di un binomio strettissimo tra l\'Emilia e la sua economia e, in particolare, tra Reggio Emilia ed il suo contesto socio-economico. Se si sapranno rivalorizzare questi principi fondamentali si potranno meglio apprezzare gli sforzi ed i risultati che si stanno ottenendo a partire dalle esperienze nate dal post CMR ed Orion, dove la consapevolezza delle difficoltà, l\'impegno a fare squadra, i sacrifici senza distinzioni di ruoli dirigono gli sforzi, le energie e le risorse solo ed esclusivamente al raggiungimento della funzione dell\'impresa.
Probabilmente anche questo potrebbe non bastare, sarà necessario affrontare seriamente la ricerca di una dimensione aziendale che possa accettare la sfida della competizione globalizzata. Ciò richiede investimenti e tempo per potersi affermare.
In tal senso rappresenta una nuova sfida garantire collaborazioni e sinergie fra cooperazione e sistema della piccola media impresa e dell\'artigianato nella gestione delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) previste e pianificate dalla legislazione regionale ed introdotte con il PTCP nella nostra provincia. Sono le uniche aree industriali che potranno beneficiare di finanziamenti. Aree che avranno bisogno di competenze complesse per essere gestite: per la manutenzione del patrimonio, per la sua riconversione, per il miglioramento energetico, per la gestione della logistica ed infine per la fornitura di beni e servizi. Si può creare, così, una dimensione in cui cooperazione ed artigiani potranno fornire i propri servizi in modo consorziato a tutti gli utenti. Gli Enti Locali hanno la necessità di individuare degli interlocutori, con un patto di sviluppo del territorio che metta insieme le migliori storie del lavoro presenti nella nostra terra. Ciò può rappresentare un esempio di come una comunità si sente tutta impegnata ad uscire dalla crisi per salvare un sistema che non dimentica nessuno.
A tutto ciò si collegano due fattori importanti: la necessità assoluta di sbloccare i pagamenti della Pubblica Amministrazione verso le imprese - come da richiesta dell\'Anci e in parte ottenuta - necessario per favorire una iniziale ripresa. E Il fattore credit crunch, il blocco del credito delle banche che sta strozzando le imprese sane che potrebbero ancora vivere nel mercato.
Vi sono stati errori da parte della cooperazione? Sicuramente sì. Loro dovranno rifletterci per imparare dagli errori commessi. Hanno l\'urgenza di rivedere le modalità di reclutamento, di portare a termine il cambio generazionale delle dirigenze e di evitare fughe nella finanza. Ci chiediamo se l\'operazione Unipol-Fonsai stia giocando un ruolo nella mancanza di liquidità attuale delle cooperative coinvolte nella richiesta di concordato.
E il Partito democratico? Distinti nella funzione e nei compiti, non più revolving door - porta girevole; rispetto dei principi cooperativi, della loro autonomia che corrisponde alla nostra, pur nella condivisione dei medesimi valori.
Roberto Ferrari, segretario provinciale PD Reggio Emilia
Ruggiero Lamantea, resp. Lavoro, Esecutivo provinciale PD Reggio Emilia
Reggio Emilia, 23 marzo 2013