DETENUTI O PAZIENTI? SUPERARE GLI OPG:la Regione capofila del progetto
Un confronto sul possibile superamento degli OPG (gli ospedali psichiatrici giudiziari) e sul futuro recupero e reinserimento dei pazienti. Questo il nodo sviluppato stamane al circolo 4 del PD , organizzato e coordinato dall’On. Vanna Iori, parlamentare PD che si è personalmente impegnata con interrogazioni e visite alle strutture, per le possibili alternative a quelle che lo stesso Napolitano definisce come luoghi di sofferenza “indegni per un paese appena civile”. E delle condizioni effettive dei detenuti/pazienti reclusi si è parlato ascoltando chi vive quotidianamente queste realtà di separazione e custodia.
Presenti Mila Ferri in rappresentanza della Regione Emilia Romagna, Giovanna Martelli Parlamentare PD e operatrice sociale del celebre OPG di Castiglione delle Stiviere, Fausto Nicolini, Direttore Generale Ausl, Gaddomaria Grassi che dirige il Dipartimento di Salute mentale AUSL reggiana, Valeria Calevro, Direttore Sanitario OPG e Don Daniele Simonazzi, Cappellano del locale OPG.
Pochi sanno che cosa sta avvenendo davvero e se ne parla o con troppa ideologia o con il distacco di chi non riesce a immaginare se le persone ospiti degli OPG siano più pazienti da “curare” o detenuti affidati alla polizia penitenziaria. L’On. Iori, aprendo l’incontro, presenta il punto della situazione e riferisce la risposta, di pochi giorni fa, del Sottosegretario Fadda alla sua interrogazione. La Iori afferma l’importanza di definire i tempi , poiché la chiusura delle strutture sembra lenta e precaria, ma soprattutto i modi con cui avverrà. Occorrerà concentrarsi sui servizi di comunità, prendersi in carico i detenuti coinvolgendo il territorio, tutta le rete di servizi di salute mentale, le Cooperative sociali e il volontariato, implementando le buone pratiche che in questi anni sono state realizzate.
“La Regione Emilia Romagna - sostiene la Dott. Mila Ferri- è capofila nel progetto di chiusura con un decreto di investimento esecutivo previsto per la fine del 2016.” E Il Dott. Nicolini segnala che la struttura progettata ha già previsto ubicazione e costi, ma soprattutto che prevede un numero limitato di posti letto, proprio per sottolineare che la prospettiva predominante dovrà essere quella dell’inclusione sociale per un effettivo, anche se non facile, superamento della situazione attuale. Questo infatti differenzia e qualifica la prospettiva emiliana rispetto ad altre Regioni, come ad esempio la Lombardia, dove il numero elevato di strutture e posti letto previsti rischia di configurare dei nuovi “mini OPG”.
Senza rete di sostegno sociale -ribadisce l’On. Giovanna Martelli- la riforma può risultare inefficace e non si capisce se si debba privilegiare l’ottica sanitaria in cui la persona e’ curata come in un ospedale o quella penitenziaria in cui la detenzione prevale nella logica di difesa dalla pericolosità sociale.
Cura, custodia, pena, inclusione sociale, condizioni delle attuali strutture spesso lasciate al degrado interno e a pessime condizioni igieniche sono i temi su cui tutti gli operatori si sono confrontati partendo da ottiche diverse per dare risposte e precise e concrete. Con 30 anni di ritardo, sottolinea il Dott Grassi, in un oscillare tra sorveglianza e punizione, tra ospedale e carcere oggi si è fatto il punto. Che l’attuale OPG sia un posto difficile in cui stare e spesso indecoroso lo ha sottolineato Don Simonazzi: “non vorresti vedere internato mai un tuo famigliare”.
Allora è da qui che si deve partire, con tutta l’attenzione al valore della persona che il dibattito di oggi ha messo in luce. L’incontro si è concluso con l’impegno da parte dei presenti, in primis da parte dell’On. Iori, per creare un monitoraggio permanente del percorso verso la chiusura degli OPG che raccolga i passaggi man mano si procederà, ma anche l’esperienza di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti.