Il ricordo di Nilde Iotti, nel centenario della nascita 1920-2020
Il contributo di alcune rappresentanti del PD reggiano è comparso oggi sulla Gazzetta di Reggio: un tributo all'on. Iotti, militante del Partito Comunista Italiano, rappresentante politica super partes nelle istituzioni dello Stato, partigiana nella Resistenza e nelle lotte di emancipazione delle donne
OTTAVIA SONCINI - Consigliera Regionale
"Sempre al servizio delle istituzioni e mai il contrario"
I miei primi incontri con Nilde Iotti risalgono ai racconti di nonna Giovanna, inserita nel mondo del lavoro sin da giovanissima; come lei erano tante le persone semplici attente alle azioni di una donna che fu determinante per l’affermazione dei diritti delle donne. Ho ascoltato parole di grande rispetto per una persona autorevole, che hanno lasciato dentro di me una traccia profonda, riemersa poi durante gli studi giuridici. Ho conosciuto la sua opera dalle letture, dai resoconti della Costituente e della Camera, dai filmati e l’aspetto che mi ha sempre colpito di lei è l’eleganza del gesto politico, che caratterizzava non solo il modo di porsi e di parlare, ma anche e soprattutto l’eleganza di chi ha un’idea nobile della politica, di chi pone le idee sempre al servizio delle istituzioni, mai il contrario. Certo una biografia straordinaria, la Resistenza, l’UDI provinciale, il Consiglio comunale a Reggio Emilia, l’Assemblea Costituente, il Parlamento e infine la Presidenza della Camera dei Deputati, ma prima di tutto una donna di straordinaria modernità e se rileggiamo con attenzione il suo percorso, il nostro principale compito non è cadere nella facile retorica delle celebrazioni, bensì rilanciare il suo pensiero e la sua autenticità nell’occuparsi degli altri, a partire dalle donne e dai giovani. L’esemplare spirito democratico e l’equilibrio che ha mostrato in diversi passaggi delicati della nostra Repubblica, devono essere la stella polare anche per la gestione della complessissima e dolorosa fase che stiamo vivendo e della delicata ripartenza. Anche nei momenti più bui dobbiamo pensare alle istituzioni come custodi del bene comune, perché, la storia ce lo insegna, le crisi portano con sé la scorciatoia dell’idea e dell’uomo forti, ma se guardiamo con attenzione all’esempio di Nilde Iotti, vediamo con nettezza che servono istituzioni forti e cura quotidiana dello stato di diritto. Un altro insegnamento da raccogliere come dono prezioso e decisivo in questa fase è la propensione all’ascolto che Nilde Iotti mostrava verso le altre forze politiche, nonostante le sue radicate convinzioni, e soprattutto verso le persone, infatti, nonostante le altezze raggiunte, non smise mai di confrontarsi e tenere in conto le istanze popolari. Se vogliamo bene alla democrazia, nei prossimi tempi politica e cittadini dovranno marciare insieme e noi che siamo impegnate in politica dovremo salvaguardare l’autorevolezza delle istituzioni. È questo prendersi cura delle istituzioni la lectio magistralis della nostra Onorevole concittadina. La sua storia politica deve essere un esempio per tutti, ma soprattutto per una nuova generazione di donne impegnate anche nella nostra Regione, perché ‘dobbiamo fare e fare bene’
MONTANARI VALERIA - Assessora Comune di Reggio Emilia e componente della Segreteria Provinciale PD
"A soli ventisei anni lottò per garantire famiglia e sentimenti"
Sapevo chi fosse Nilde Iotti fin da piccola, me la presentò la tv: ho fatto in tempo a vivere l’infanzia in un momento durante il quale noi bambine si doveva provare a stare in silenzio durante il TG1, perché il papà o il nonno volevano ascoltare cosa stesse accadendo. In quegli anni, erano tanti i nomi della politica italiana che riempivano lo schermo: Andreotti, Craxi, Almirante, Cossiga, Altissimo, Napolitano, Forlani e due persone speciali, molto presenti nella loro tragica assenza, Aldo Moro ed Enrico Berlinguer.
Le donne erano poche, pochissime. E su tutte svettava lei, la Presidente della Camera.
Se penso a Nilde Iotti con occhi di bambina, ne ricordo la bellezza; si distingueva dagli uomini ripresi nell’emiciclo – tutti più o meno uguali nei loro completi grigi e blu - per l’innata eleganza, sottolineata da dettagli mai banali, fosse una collana, un fermaglio per capelli, il rossetto. E poi quel timbro di voce fermo e chiaro. Se in famiglia era mio nonno a interessarsi di politica, non fu un caso che la prima a parlarmi orgogliosa del ruolo di Nilde Iotti e della sua provenienza reggiana fu la nonna, e oggi dico che lo fece con la consapevolezza di chi stava raccontando la storia di una donna che rappresentava il percorso di tante altre, come la stessa Iotti rammentò nel celebre discorso di insediamento alla Camera dei Deputati nel 1979.
Ho avuto l’onore di sentir raccontare più volte il pensiero e le azioni di Nilde Iotti dalle sue amiche: da Loretta Giaroni, Ione Bartoli ed Eletta Bertani, con quell’orgoglio e rispetto che si tributa alla persone che hanno fatto cose grandi per gli altri. Quel suo saper essere donna di Stato e delle istituzioni, senza perdere di vista il valore del suo pensiero di parte nel rispetto di tutte le parti, e senza dimenticare l’autonomia delle proprie opinioni, pratica che la politica attuale preferisce ‘tenere in panchina’.
In questa ricorrenza che la riguarda, l’impegno di Nilde Iotti ha ancora tanto da insegnarci. Prendo ad esempio il suo intervento sulla famiglia nella fase costituente nell’ottobre del ‘46, dove si legge: “… è necessario occuparsi nella Costituzione della famiglia. S’impone infatti anche il questo campo un’opera di svecchiamento e rinnovamento democratico (…) nella vecchia legislazione e nel vecchio costume del nostro paese, la famiglia ha mantenuto sinora una fisionomia che si può definire antidemocratica”. E Nilde Iotti nell’argomentare questa sua affermazione parla di sentimenti come motivazione prevalente alla costituzione di una famiglia, a scapito di altri interessi. Parla così a 26 anni, lottando per dare rilevanza politica e giuridica ai sentimenti privati delle persone, da un parte con l’impulso che a quella età si ha “per svecchiare” e al tempo stesso con la lucidità che intuisce il ruolo dello Stato di farsi garante dei diritti individuali e famigliari attraverso la Carta costituente, per dare l’opportunità alle persone di poterli affermare per davvero. Un’intuizione attuale e ancora molto potente, a più di 70 anni di distanza.
ANNALISA RABITTI - Assessora Comune Reggio Emilia
"Resistere e resistere. Ecco cosa ho imparato grazie al suo esempio"
Nilde Iotti mi ha insegnato, ovviamente, tante cose .È una figura senza tempo, un esempio di competenza, forza ed equilibrio. Ma forse la più importante che mi ha insegnato è il coraggio di resistere, resistere ed essere profondamente donna in un mondo politico pieno di uomini. Senza imitarli, senza cambiare, orgogliosa dello sguardo e della sensibilità che noi donne abbiamo .Nilde Iotti fu sempre attentissima ai diritti delle donne, e si occupò non solo del tema della parità, si è occupata di libertà, ha lavorato per la dignità e alla realizzazione piena della donna. Non si è posta "contro", diventando un esempio per le donne. Ha superato l'atteggiamento conflittuale, dando un contributo immenso al progresso civile del paese e all'arricchimento dell'intera società sia maschile che femminile. Le sue battaglie sono sempre attuali, e lo è molto anche il modo di farle.
Una delle frasi più belle di Nilde Iotti credo sia questa: «Dobbiamo rendere più umani i tempi del lavoro, gli orari delle città, il ritmo della vita. Dobbiamo far entrare nella politica l'esperienza quotidiana della vita, le piccole cose dell'esistenza, costringendo tutti - uomini politici, ministri, economisti, amministratori locali - a fare finalmente i conti con la vita concreta dalle donne».
Portare l'attenzione sulla vita quotidiana è un modo per riportare la politica a casa, ad accorgersi delle piccole cose, ad essere vera. Io credo che proprio questo sia fare politica e, a mio parere, questa parte viene più naturale alle donne. Lei sapeva rappresentare le persone al di là della sua appartenenza politica, che peraltro era chiara e netta. Sapeva rappresentare le donne in modo trasversale, parlando di umanità, di bambini, di orari, di parità di genere, con una costante attenzione alle persone, alle loro giornate ed alla loro felicità
RAFFAELLA CURIONI - Assessora Comune di Reggio Emilia
"Viveva la politica e l'impegno civile come esigenza etica"
come ho consciuto Nilde Iotti
Ho sempre pensato a Nilde Iotti come ad una grande donna reggiana, una donna delle istituzioni ed una politica con un importante rispetto per le persone e le istituzioni democratiche. Nei miei studi, la sua figura e le sue parole mi hanno fatto spesso riflettere, ispirato talvolta.
Quando, come Comune di Reggio Emilia, abbiamo ritenuto indispensabile ricordare, a vent'anni dalla scomparsa e a 100 dalla nascita, un’illustre “figlia della città” ed una “madre della repubblica”, per me e per tutti non ha significato soltanto ripercorrere il filo di una biografia straordinaria, ma intrecciarla con la storia di un Paese e naturalmente della sua città, Reggio Emilia. Celebrarla per trovare la chiave interpretativa, per attualizzare un pensiero, un’esperienza umana, intellettuale e politica complessa che possa fare da "faro" alle generazioni presenti e future.
Per questi motivi e per delineare un percorso didattico dedicato alle Scuole Superiori della nostra città e della Provincia, il Comune di Reggio Emilia ha deciso di regalare agli studenti queste celebrazioni per far loro riscoprire i valori della buona politica, quella che Nilde ha incarnato per tanti anni, rendendoci orgogliosi del nostro Paese e del contributo che, anche grazie a lei, Reggio Emilia ha saputo dare alla costruzione del nostro Paese. Abbiamo voluto dar vita al Premio Nilde Iotti “ll contributo di Nilde Iotti nella costruzione dell’identità repubblicana” . Siamo convinti che questo rinnovato studio su Nilde Iotti da parte degli studenti, il Premio e le celebrazioni a lei dedicate, saranno lo spunto per le scuole reggiane per condurre un lavoro di ricerca sia su questa figura politica sia, più in generale, sul funzionamento e la vita delle Istituzioni democratiche del nostro paese. Un progetto di educazione civica. Per coadiuvare la ricerca degli studenti abbiamo preparato alcuni strumenti di lavoro con la funzione principale di “mappe” per suggerire direzioni di lavoro: un accesso agli archivi storici, riferimenti bibliografici inediti e il libro a lei dedicato “Nilde Iotti. La ragazza dalle spalle larghe” edito da Consulta e commissionato dal Comune di Reggio Emilia, che raccoglie documenti, testimonianze, interviste e materiali, ma anche aspetti personali (come il rapporto con le amiche e con i colleghi di banco in Parlamento), aspetti istituzionali (il suo fondamentale contributo in Assemblea Costituente e come Presidente della Camera), aspetti di stile della politica (la sua costante attenzione per la qualità della politica sia come condotta personale sia come condotta linguistico-concettuale) del tutto inediti per raccontare la figura della Iotti oggi.
Devo dire che abbiamo lavorato con grande entusiasmo alla costruzione di questa proposta di educazione civica per le Scuole trovando la disponibilità di tante persone, politici ed Enti che ci hanno raccontato storie personali e politiche di questa donna straordinaria.
Cosa ci ha insegnato
Mi sembra ancor oggi di grande attualità ciò che scrisse Nilde Iotti nel 1990 (il testo è nella pubblicazione) a proposito dei valori forti, importanti per le nostre comunità e per la società italiana: "....la crescita (della società) non si misura solo con il numero dei computer o con il livello del tenore di vita. Una crescita si deve misurare anche, e soprattutto con i valori umani che sa privilegiare, con la solidarietà che sa esprimere, con le potenzialità civili che riesce a valorizzare..."
Ecco, io credo che questo sia uno degli straordinari insegnamenti che ci ha lasciato Nilde Iotti che ritrova un grande senso anche oggi, nelle difficoltà che il mondo sta vivendo a causa di questa inedita emergenza sanitaria: la misura dello sviluppo democratico della società è data dalla solidarietà, dallo spirito civile e dall’affermazione dei principi di uguaglianza tra le persone senza distinzione di sesso, razza, lingua e religione. Lei ha onorato questi principi, con grande forza e determinazione. Ecco, io credo che proprio questi valori debbano farci da guida in questi giorni così difficili.
Ecco perché ristudiare Nilde Iotti oggi diventa così importante:
per conoscere cosa sono stati gli anni della fondazione della nostra Repubblicae chi sono stati i protagonisti e le protagoniste della storia italiana. L’Italia in bianco e nero di quegli anni e lo sviluppo della complessa storia politica e istituzionale di Nilde Iotti è strettamente intrecciato con la storia del 900 del nostro Paese.
Per trarne materia utile per la nostra vita nel mondo di oggi.
Approfondire la personalità di Nilde Iotti, la sua storia umana, la sua attenzione alle condizioni di vita delle persone significa indagare un modo di vivere e di pensare all'impegno civile come una esigenza etica: "Credo nella politica come strumento indispensabile per .....diffondere nuove idee….”
Nilde sapeva benissimo che la politica e le Istituzioni non si esauriscono in astratte ingegnerie lontano dalle persone ma vivono e sono vissute come vitali e utili solo se rispondono ai bisogni concreti, se servono a dare risposte. Con serietà, umiltà, correttezza e fermezza ma anche con grande competenza e capacità di adattamento a bisogni e necessità nuove.
Vorrei ricordare solo una frase tratta dal “Dizionario di stile” che troverete in uno dei capitoli del libro:
Nel 1990 a proposito della lettera C come Coraggio disse:“Ce n’è voluto molto negli anni cinquanta….avevo l’ambizione di fare politica e di difendere le mie scelte affettive…..”
La sua forte personalità non si esauriva nella pur predominante passione politica e nell’impegno istituzionale. Nilde prese posizione sempre e in modo netto, anche polemico, sulle questioni che erano rilevanti per la vita quotidiana delle persone, delle donne, dei più deboli.
Personalmente alla lettera C aggiungerei che Nilde è stata una COMBATTENTE…..ha difeso i suoi affetti, ha lottato per i diritti delle donne e per le riforme costituzionali. Ha combattuto per il suo Paese. Per renderlo più libero e democratico.
Agli studenti spetterà il compito di riflettere sulle sue parole e sul suo impegno e di dirci se ancora rappresentano un patrimonio per noi, cittadine e cittadini del terzo millennio.