Legge regionale rifiuti. Prodi: “Svolta epocale. Più si inquina, più si paga. Gli scettici ragionano con vecchi schemi”.
Bologna, 30 settembre – «Una svolta epocale: più si inquina, più si paga. Sbaglia chi, ragionando con schemi vetusti, è scettico su una legge moderna che guarda al benessere dei cittadini e dell\'ambiente». È il commento della consigliera regionale Pd Silvia Prodi sulla Legge “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata”, approvata quest\'oggi dall\'Assemblea legislativa regionale con 25 voti a favore (Pd e Sel), 5 astenuti (M5s e Altra ER) e 10 contrari (Ln e Fdi-An). Con la nuova legge viene riformata la Legge regionale 31/1996.
«La contrazione dei rifiuti permetterà interessanti recuperi in termini tariffari», prosegue la consigliera reggiana, protagonista del processo di approvazione del progetto di legge, con numerosi incontri preparatori e appuntamenti pubblici e con alcuni emendamenti presentati anche a sua firma. «Verrà istituito un fondo comune regionale alimentato dall\'incremento dei tributi per il conferimento in discarica (la cosiddetta “ecotassa”), con l\'obiettivo di incentivare i Comuni meno virtuosi e premiare quelli che ottengono i migliori risultati di riduzione». Come Reggio Emilia, territorio già attrezzato e in condizioni ottimali per recepire le direttive della nuova legge sui rifiuti, «che si candida a ospitare impianti evoluti per il trattamento e per il riuso e riciclo, incentivati dalla legge». Secondo la Prodi, «siamo di fronte a un ottimo esempio di “recupero politico”. Siamo riconoscenti alla legislazione precedente per il percorso di confronto con i territori e le associazioni ambientaliste, che ha portato all’approvazione di uno schema di progetto di legge sottoscritto da 60 consigli comunali e dalla Provincia di Reggio Emilia, non solo coerente con le direttive europee ma in grado di mantenere integri lo spirito e la filosofia dell\'economia circolare».
Con la nuova legge si punta, entro il 2020, a ridurre la produzione pro capite dei rifiuti urbani dal 20 al 25% rispetto a quanto prodotto nel 2011, a minimizzare il quantitativo di rifiuto urbano conferito in discarica (meno di 150 chilogrammi annui per abitante), a raggiungere almeno il 73% di raccolta differenziata, a riciclare almeno il 70% di alcune materie (carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico). Il concetto chiave della nuova legislazione regionale sta nello slogan “chi inquina paga”. Contestualmente, comincia il percorso che porterà alla “tariffazione puntuale”: entro il 2020 si pagherà in base all’effettivo servizio erogato (i rifiuti effettivamente conferiti) e non più in base ai metri quadri dell’abitazione o al numero dei componenti della famiglia. Il principale criterio di efficienza sul quale valutare i vari sistemi di gestione sarà la riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio, premiando i Comuni che invieranno meno rifiuti in discarica rispetto al dato medio regionale. Questo parametro sarà assunto anche per ripartire il fondo incentivante, tenendo conto degli “abitanti equivalenti” (oltre ai residenti, i cosiddetti city users). La disciplina dei sistema di raccolta dei rifiuti rimane prerogativa dei Comuni.
Le materie raccolte in modo differenziato dovranno essere conferite in impianti in grado di favorirne la massima valorizzazione economica e ambientale; la scelta di tali impianti andrà effettuata tramite gara pubblica. Fino al 31 dicembre 2019 il fondo di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti verrà destinato per metà a diminuire il costo del servizio di igiene urbana degli utenti dei Comuni che nell’anno precedente hanno prodotto quantitativi di rifiuti non inviati a riciclaggio inferiori al 70% della media regionale registrata, e per l’altra metà a ridurre i costi di avvio della raccolta porta a porta, o sistemi equipollenti, capaci di analoghi risultati di riduzione dei rifiuti non destinati a riciclaggio. Infine, si stabilisce che gli strumenti incentivanti previsti dalla nuova normativa prevedano premialità per le imprese che innovino il ciclo produttivo e prodotti per ridurre la produzione di rifiuti.
Particolarmente significativo anche l’impegno preso dal Presidente Bonaccini a chiusura del dibattito: «Se la quota della raccolta differenziata posta in legge verrà raggiunta, si comincerà a spegnere, una alla volta, qualcuno degli 8 termovalorizzatori attualmente in funzione».