Nota della Conferenza provinciale delle donne democratiche di Reggio Emilia
La Legge 56/2014 2014 prescrive che nelle Giunte dei Comuni sopra i 3mila abitanti “nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. Si tratta di un principio di civiltà posto a tutela non solo della rappresentanza femminile, ma più in generale di entrambi i sessi. Una garanzia vera di pari opportunità nell’accesso ai luoghi decisionali in seno alle Amministrazioni locali, in cui le donne sono entrate in maniera significativa con le ultime elezioni se pensiamo ai Consigli; in maniera meno rilevante con ruoli di Assessore, come evidenziato da una nostra indagine del 2015.
La presenza equilibrata di uomini e donne negli organi decisionali pubblici è necessaria per favorire una partecipazione davvero democratica dando attuazione all’articolo 51 della Costituzione, secondo cui “tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza”.
Per questo obiettivo fondamentale noi, come donne del Partito democratico ci siamo battute per anni e continuiamo a batterci.
Per questo appoggiamo totalmente l’iniziativa intrapresa dal Difensore Civico dell’Emilia-Romagna Gianluca Gardini e dalla Presidente della Commissione Regionale Parità Roberta Mori, che hanno giustamente sollecitato i Comuni ad applicare in toto le disposizioni della legge Delrio in materia di parità di genere a garanzia della legittimità degli atti deliberativi.
Occorre poi sensibilizzare e cercare di rendere consapevoli su questo tema tutte le istituzioni e tutte le forze politiche, anche quelle che, fino ad ora, si sono mostrate meno sensibili.