Piano contrasto povertà, Incerti (PD): “Prima misura strutturale a sostegno delle famiglie con minori”

Piano contrasto povertà, Incerti (PD): “Prima misura strutturale a sostegno delle famiglie con minori”

Roma, 29 aprile 2016 – «Per la prima volta in Italia stiamo provando a mettere in atto una misura strutturale, valida su tutto il territorio nazionale, fondata sull\'attivazione e l\'inclusione sociale e lavorativa delle persone. Un primo passo finalizzato a una specifica fascia di popolazione, le famiglie con minori». È il commento di Antonella Incerti, deputata PD e membro della commissione Lavoro della Camera, in merito al disegno di legge delega “Norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali” presentato dal ministro Poletti e approdato nei giorni scorsi in commissione Lavoro (congiunta con la commissione Affari sociali).

«Il Piano nazionale di contrasto alla povertà – prosegue la deputata – prevede la predisposizione di progetti personalizzati di attivazione, e di inclusione sociale e lavorativa, secondo un principio di universalismo selettivo. L\'accesso alle prestazioni sarà quindi basato su criteri unificati di valutazione della condizione economica in base agli indicatori ISEE.

Il provvedimento poi affronta il tema del riordino e della razionalizzazione delle prestazioni e dei trattamenti sociali e assistenziali in essere. Che non significa ridurre le prestazioni attivate sin qui, ma uniformare i criteri di accesso secondo principi di equità e superando la logica incrementale, secondo cui più interventi si sommano sulle medesime persone.

In commissione è stato infine precisato che il riordino non riguarderà la previdenza. Il governo e il ministro Poletti hanno ribadito che non saranno toccate le pensioni e in particolare quelle di reversibilità. Deve essere chiara la separazione tra previdenza e assistenza. Non tanto perché siano intangibili ma perché, a mio avviso, dal sistema previdenziale sono già state prelevate ingenti risorse, basti pensare alle manovre Fornero e Salva Italia del 2012.

Siamo consapevoli che le risorse messe a disposizione – come hanno rilevato molte associazioni ascoltate in audizione – sono esigue. A disposizione ci sono 600 milioni euro nel 2016 che diventeranno un miliardo di euro nel 2017. Ancora troppo pochi perché la rete possa includere gran parte delle famiglie. Ma si tratta di uno sforzo reale, e grazie al lavoro di analisi sarà possibile cercare e trovare altre risorse aggiuntive».

La povertà non è un fenomeno nuovo nel nostro Paese, è un dato costante da almeno 40 anni. Ciò testimonia che la causa va ricercata più ampiamente nella crescita progressiva delle disuguaglianze sociali e nella mancata redistribuzione dei redditi piuttosto che ascriverla tout-court alla recessione degli ultimi anni. La crisi finanziaria, economica e sociale tuttavia ne ha modificato caratteristiche e platea. “Le politiche elaborate fin qui – continua la deputata Dem –  non sono state una risposta all\'altezza dei bisogni: deboli, frammentate e dispersive. È noto come il nostro Paese sia uno dei pochi nell\'ambito europeo a non essere dotato di una misura di contrasto alla povertà. Esistono invero alcuni strumenti di protezione del reddito di specifiche categorie di cittadini deboli: assegno sociale degli anziani, la pensione di inabilità per invalidi civili o altri assegni quali la social card o il bonus bebè. Ma sino ad oggi è mancata tuttavia una misura organica che copra le necessità delle famiglie, specie quelle con figli minori”.
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