Roberta Mori: Perché ricordare il 17 maggio? Perchè il 17 maggio 1990 l'omosessualità viene rimossa dalla lista delle malattie mentali e le battaglie giuste non si fermano mai.

Roberta Mori: Perché ricordare il 17 maggio? Perchè il 17 maggio 1990 l'omosessualità viene rimossa dalla lista delle malattie mentali e le battaglie giuste non si fermano mai.

Per trovare il nostro paese nel rapporto ILGA EUROPE 2020, che misura i progressi di tutela giuridica e sostanziale su 49 Paesi, dobbiamo arrivare alla posizione numero 35 con un indice pari al 23%, appena un punto in più rispetto al 22% dello scorso anno.

Tra i fatti di rilievo dell’anno scorso in Italia, Ilga annovera, ad esempio, le condanne contro Silvana De Mari per diffamazione contro le persone lgbt e il “Congresso delle famiglie” di Verona. Naturalmente, due fatti di natura completamente opposta. A favore del nostro Paese hanno giocato l’approvazione della legge regionale contro l’omotransfobia in Emilia Romagna, i 43 pride che si sono svolti in tutta Italia lo scorso anno e l’elezione del primo sindaco trans d’Italia: Gianmarco Negri.

 Non sono passate inosservate all’analisi le sentenze della  Cassazione  e della  Corte Costituzionale in tema di omogenitorialità, i provvedimenti dell’allora ministro Salvini contro le famiglie arcobaleno, la mancanza di ormoni per le terapie delle persone trans e il sondaggio di Eurobarometro dello scorso settembre, secondo cui l’Italia continua ad essere sotto la media dei paesi europei in termini di accettazione sociale delle persone Lgbti.

 Insomma, tanto è stato fatto, ma tanto resta ancora da fare e la lotta contro tutte le discriminazioni un nodo di sviluppo delle politiche di equità fondamentale.

 Il tempo sospeso che abbiamo vissuto a causa dell’emergenza pandemica ha per forza maggiore riscritto delle priorità di azione e di programmazione, ma i diritti umani devono sempre rimanere in cima ai nostri obiettivi, il faro che illumina il nostro orizzonte politico e istituzionale.

 Le crisi, di qualunque natura siano, non ci rendono tutti uguali, bensì colpiscono in misura maggiore i più vulnerabili. Non volgere lo sguardo altrove, prendere in carico i bisogni ed approntare soluzioni senza lasciarsi mortificare o abbattere da polemiche inutili è la cifra del nostro impegno e della nostra responsabilità.

 Ebbene, noi democratici e democratiche ci siamo e presidieremo, così come abbiamo presidiato con una maratona di 40 ore in Assemblea legislativa regionale l’approvazione della legge contro l’omotransfobia il 26 luglio 2019 alle 3,35 e così come sosterremo l’approvazione della proposta di legge contro l’omotransfobia a prima firma Zan calendarizzata per la discussione in Commissione a luglio.

Ogni violazione dei diritti umani è un colpo mortale alla dignità di ciascuno di noi per cui vale la pena battersi sempre, perché le battaglie giuste non finiscono mai.

 

Buon 17 maggio di libertà e rispetto!

Roberta Mori

Avvocata e Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna
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