Solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Manifattura Riese
Per la seconda volta in pochi mesi la comunità di Rio Saliceto è attraversata da una grave crisi aziendale. Dopo la lunga vicenda della ex Goldoni che solo grazie alla determinazione e al sacrificio dei lavoratori accompagnati e sostenuti da istituzioni e sindacati sono riusciti ad ottenere il mantenimento ed il rilancio della loro azienda ora tocca alla Manifattura Riese. Ancora una volta si vorrebbe scaricare su lavoratrici e lavoratori il costo di un’operazione economica fatta al solo scopo di acquistare un marchio conosciuto e prestigioso come “ Navigare” senza alcuna intenzione di mantenere in vita l’azienda che lo ha fatto conoscere e apprezzare. Come è noto la manifattura, prima di proprietà della Navy Group, è stata venduta ad un nuovo gruppo, la Fiduciaria Luchi, che ha messo in liquidazione l’azienda e comunicato 82 licenziamenti, non consentendo con tale procedura di gestire la crisi aziendale in un’ottica di ristrutturazione e rilancio, e soprattutto non facendosi carico della difficoltà di ricollocare personale prevalentemente femminile .
L’indisponibilità della parte proprietaria a partecipare al tavolo di crisi regionale, come richiesto dai sindacati e dall’Assessore Vincenzo Colla, la dice lunga sulla natura dell’interesse totalmente speculativo dei nuovi proprietari senza alcun riguardo o preoccupazione per le sorti di 82 famiglie. Lo stesso Assessore Colla ha chiesto l’interessamento diretto ed il trasferimento della vertenza presso il MISE dove sarebbe possibile per l’azienda avvalersi dei sostegni a fondo perduto previsti dal governo. Un’occasione da non perdere.
Come Partito Democratico ci associamo alla giusta richiesta delle maestranze, dei sindacati e della Regione Emilia Romagna esprimendo alle lavoratrici e ai lavoratori della RIESE la nostra solidarietà ed impegnando i nostri parlamentari e consiglieri regionali a seguire la vicenda.
Da questa vicenda traiamo però una ulteriore preoccupazione, più in generale legata alla consapevolezza che la crisi economica ingenerata dalla pandemia, pur in presenza di un trend positivo di uscita dall’emergenza sanitaria e di segnali di ripresa delle attività, possa comunque trasformarsi in crisi sociale, specialmente per quei settori maggiormente coinvolti in fasi di ristrutturazione e riposizionamento nelle diverse filiere produttive.
Per questo apprezziamo le diverse misure e strumenti contrattuali messi in campo dal Governo nel Decreto Sostegni bis, atti a fornire alle imprese tutti gli strumenti per affrontare i mesi futuri senza desistere dall’impegno per la tenuta occupazionale mentre non possiamo accettare la posizione di Confindustria Nazionale nel fare dello sblocco dei licenziamenti la misura decisiva per uscire dalla crisi.
I posti di lavoro già persi causa Covid e quelli a rischio sono tali da far temere effetti devastanti per la tenuta della coesione sociale in ampi strati della popolazione, e riteniamo fondamentale, nell’interesse del Paese, che questa consapevolezza sia il presupposto a cui tutti , forze politiche, imprenditoriali, sindacali orientino la loro azione.
Direzione Provinciale Partito Democratico di Reggio Emilia .