Tavolo Scuola. Contributo della Sen. Vanna Iori
UN PIANO INFANZIA PER RIPARTIRE: LE PROPOSTE DEL PD
Le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi sono stati i primi a subire le conseguenze di questi lunghi mesi di lockdown , con la chiusura delle scuole e la brusca interruzione dei loro normali percorsi di formazione, relazioni, crescita. Hanno dovuto rinunciare non solo a frequentare la scuola, ad incontrare i loro compagni, insegnanti, educatori, ma anche ai giochi, alle attività sportive e ricreative. Hanno vissuto restrizioni che hanno aumentato le disuguaglianze, o per le abitazione troppo piccole, o per l’impossibilità di accedere alla didattica a distanza (un bambino su tre non possiede un pc).
Le loro famiglie inoltre sono state costrette ad un impegno straordinario, dovendo conciliare l’impegno lavorativo con la sospensione dei servizi educativi e scolastici. Soprattutto nelle situazioni gravi di disagio, violenza, povertà economica e educativa, persone con disabilità.
Sappiamo che l’emergenza non si è ancora conclusa e dovranno passare altri giorni (o mesi) prima che la comunità scientifica e le istituzioni abbiano un quadro più chiaro sull’andamento dei contagi e delle possibili risposte sui nuovi modi, spazi, tempi dell'educare. Ma una cosa è certa, per il Partito Democratico, il diritto allo studio e all’educazione deve essere messo al centro dell’agenda politica del governo, anche in un’ottica di crescita e sviluppo futuri.
Investire sui saperi, sulla conoscenza e sul capitale umano è fondamentale per lo sviluppo umano e sociale, ma anche per il Pil. La storia dimostra che non vi sono altre strade per crescere e far fronte alla sfida del debito, cresciuto enormemente.
Sulla scuola non si potrà risparmiare, servirà il più grande piano di investimenti mai previsto. Solo così potremo avere la giusta cura del bene pubblico più importante. Questa è una scelta profondamente politica che richiede paradigmi mentali e organizzativi nuovi per salvare il futuro di una generazione e dell'intero Paese.
LA SCUOLA DEVE RIPARTIRE
Le nostre proposte per un piano infanzia mettono al centro i diritti e i bisogni dei bambini e delle bambine e propongono alle famiglie, alle istituzioni, alla scuola, agli enti del Terzo settore, un nuovo patto per costruire insieme le risposte migliori nel più breve tempo possibile.
Per questo un primo compito inderogabile è quello di descrivere le modalità e predisporre gli strumenti nuovi per consentire che da settembre, ogni bambina o bambino, ragazza o ragazzo, possa esercitare il diritto all’istruzione in sicurezza. Noi vogliamo ripartire proprio da loro. Perché il loro benessere, la loro salute e il loro diritto a ricevere un’educazione di qualità è per noi la sfida più grande da vincere in questo tempo
Nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza per la salute degli studenti e dei lavoratori, è quindi necessario che la scuola riapra al più presto, quale baluardo di democrazia, di legalità e di difesa dei bisogni dei minori.
Parliamo di 8 milioni di studenti, un milione tra docenti e personale scolastico e tantissime famiglie. Questo significa che nei prossimi mesi servirà non solo costruire un nuovo modo di fare scuola, ma sarà indispensabile anche stanziare le risorse necessarie per un grande piano nazionale, utilizzando ogni fondo a disposizione, compresi quelli europei.
E’ necessario e urgente sostenere ipotesi sperimentali di apertura di servizi educativi per gruppi, nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, in spazi verdi, con rapporti numerici adeguati, con protocolli sanitari, organizzativi, pedagogici. Essenzialmente nella forma di centri educativi estivi, affidati in gestione ad enti locali e terzo settore. Questi progetti “pilota”, adeguatamente monitorati e collocati in una cornice nazionale e omogenea che fornisca linee guida agli enti locali (Regioni e Comuni) e agli enti del Terzo Settore, potrebbero fungere da apripista, nella territorialità di ogni comunità educante, per la progressiva apertura delle strutture educative.
E ovviamente, modificando il rapporto numerico, occorrerà reclutare un elevato numero di supplenti educatori e insegnanti della primaria, nel caso la pandemia non si risolva in tempi brevi.
EDILIZIA SCOLASTICA
Occorre quindi ripensare alla manutenzione e adeguamento degli edifici e degli ambienti di apprendimento, soprattutto in virtù dei poteri commissariali che il decreto scuola conferisce ai Sindaci e Presidenti di Provincia. Ma non si tratta solo di logistica: occorre integrare le scelte di edilizia alla innovazione pedagogica, didattica, relazionale. Per questo è fondamentale una forte accelerazione all’utilizzo delle risorse stanziate per l’edilizia scolastica: riaprire i cantieri per creare ambienti innovativi, per la dotazione delle infrastrutture tecnologiche, che aiutino sia le pratiche di distanziamento, sia la didattica di qualità non più schiacciata solo sui contenuti.
PROSPETTIVE PEDAGOGICHE
La selezione e la formazione dei docenti sono un significativo investimento anche per contrastare la dispersione e la povertà educativa che la crisi da coronavirus ha reso ancora più evidenti. Servirà anche un investimento sulle competenze emotive necessarie, soprattutto per i più piccoli, per affrontare i vissuti di paura, ansia e ricostruire relazioni.
Il momento del rientro al nido e nelle scuole dovrà prevedere un periodo di accompagnamento indispensabile soprattutto per chi entrerà in un nuovo ciclo o grado scolastico . I passaggi dal nido alla scuola dell’infanzia, da quest’ultima alla primaria, dalla primaria alla secondaria sono fondamentali e fondanti per la vita dei bambini che cambiano gran parte del loro mondo.
IL SISTEMA INTEGRATO “ZERO-SEI”
Quando si parla di infanzia il nostro pensiero va innanzitutto al sistema integrato “zerosei”: lo strumento principale per l’attuazione del diritto alla cura e all’educazione che va sostenuto e attuato soprattutto oggi, in presenza di una crisi senza precedenti. L’educazione precoce, fin da prima dei tre anni, è riconosciuta unanimemente dalla comunità scientifica come uno strumento fondamentale per offrire pari opportunità di crescita. Di questo sistema fanno parte a pieno titolo le scuole dell’infanzia statali; le scuole paritarie comunali e private; le gestioni indirette convenzionate con le Cooperative sociali ed il sistema FISM oltre ai servizi privati.
L’apertura dei servizi educativi deve avvenire nella massima sicurezza per i bambini, per gli operatori e per le famiglie. È necessario un protocollo sanitario rigoroso che metta in evidenza le modalità del distanziamento, l’uso di dispositivi di protezione, le dimensioni degli spazi, il triage per gli accessi, il sistema di vigilanza sanitaria (pediatra di comunità, in collegamento con il dipartimento di igiene pubblica) ovviamente tutto commisurato all’età dei bambini a cui ci rivolgiamo .
PROSPETTIVE DIDATTICHE
Per garantire il futuro dei bambini, la scuola, deve gradatamente riprendere una didattica attiva, integrandola con un’offerta formativa più ampia.
Occorre inoltre dare una risposta rapida al problema del superamento del divario digitale, che non può essere un problema lasciato alle singole scuole ma un obiettivo prioritario della infrastrutturazione del Paese. Sarà importante poi intervenire sul digital divide che rischia di colpire i più piccoli anche all’interno della famiglia: è necessario pensare a un’offerta educativa e formativa digitale dedicata proprio ai bambini nelle esperienze di apprendimento.
Ma ciò non deve significare rinunciare al fare scuola in presenza, poiché la relazione educativa è il principale elemento che conferisce qualità agli apprendimenti.
SCUOLA E TERRITORIO: LA COMUNITA’ EDUCANTE
A seconda del grado di scuola e nel rispetto dell’autonomia scolastica e delle peculiarità dei territori, in sinergia con gli enti locali ed il terzo settore, la ripresa sarà articolata su un’organizzazione specifica a livello di istituto e sulle modalità indispensabili a una didattica di qualità. La ripresa dell’attività scolastica richiede che la scuola sappia reinventare, sperimentare, mettersi ancora più in connessione con il contesto sociale territoriale, rafforzando l’interazione con l’esterno. All’adeguata distanza in classe si dovrà ampliare l’offerta formativa con attività che si svolgono solitamente fuori dalla scuola, e così valorizzare arte, musica, sport. Questa può essere l’occasione per superare la didattica pensata solamente come lezione frontale, aggiungendo laboratori, lavori di gruppo, visite ai musei, ai luoghi d’arte e cultura, facendo diventare una condizione diffusa l’outdoor education .
È necessario e indispensabile operare fin d’ora per mettere in grado i servizi educativi e le scuole di svolgere il loro compito in sicurezza e prendere in considerare misure alternative sull’organizzazione degli orari. Importante sarà l’organizzazione per gruppi inferiori numericamente agli attuali gruppi classe che, oltre a consentire di mantenere il necessario distanziamento, permetterebbe di tenere sotto controllo e monitorare i possibili rischi di contagio e le reti di diffusione.
ASILI NIDO
Sappiamo che i nidi sono insufficienti in diverse zone del Pese e che la loro presenza è assai differenziata. Dobbiamo fare di più per ampliare l’offerta formativa di servizi educativi per i bambini al di sotto dei tre anni, anche con varie soluzioni (nidi, sezioni primavera, centri per bambini e famiglie, poli per l’infanzia, esperienze pubbliche di supporto alle famiglie, doppio turno di organizzazione del servizio con contestuale potenziamento del personale). Nell’attuale frangente molti sono chiusi e i dipendenti collocati in cassa integrazione, soprattutto nelle realtà a gestione paritaria o privata. E’ necessario un sostegno consistente economico, sanitario e pedagogico, per consentire la ripresa in condizioni di serenità e di massima sicurezza.
SCUOLE DELL’INFANZIA
Sappiamo anche che la scuola dell’infanzia è ormai generalizzata però con livelli diversi di qualità. Esiste una pluralità di tipologie gestionali che dovrebbero avvicinare i loro standard di funzionamento. Nell’attuale situazione, non in tutte le realtà è stata assicurata la continuità di una relazione educativa significativa tra insegnanti e bambini. Si sono manifestate grandi differenze sociali, territoriali, familiari. Occorre pensare ad interventi che assicurino pari opportunità a tutti i bambini ed un concreto sostegno a tutte le tipologie di scuole dell’infanzia (statali, comunali, paritarie) per salvaguardare e potenziare la rete di servizi educativi di ogni territorio. Anche qui sarà necessario sperimentare forme di diversa organizzazione, prevedendo a livello territoriale l’offerta di servizi educativi che possano integrare il tempo non trascorso in presenza.
SCUOLE PRIMARIE
Il modello organizzativo delle primarie potrà avere una flessibilità oraria facilitata dalla intercambiabilità degli insegnanti che possono articolare le classi in gruppi eterogenei.
In questo ciclo, soprattutto il primo anno rappresenta una fase fondamentale e delicata, nella quale il percorso degli apprendimenti e delle competenze di base ( in particolare l’apprendimento della letto-scrittura) devono necessariamente prevedere la presenza.
Per tutte le classi della primaria è importante intervenire con un ampliamento dell’offerta formativa. Bisogna porre particolare attenzione al momento della mensa, dal punto di vista della sicurezza sanitaria, e per la sua valenza educativa, sociale e culturale.
UN SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE
Infine la lotta alla povertà educativa minorile ha bisogno di un forte supporto pubblico. La casa e la famiglia, specie in un momento in cui è sospesa l’attività didattica, sono i contesti più importanti in cui cresce il bambino. Le famiglie svolgono un primario e insostituibile ruolo, non solo generativo ma anche educativo, di sostengo morale e materiale dei minori, di reciprocità tra genitori, figli, fratelli. Un Piano per l’infanzia dovrà quindi fortemente innestarsi sulle responsabilità familiari, che vanno valorizzate e potenziate. I genitori vanno sostenuti in vario modo, entro un patto che li veda parte attiva anche nello svolgimento e nel rapporto con i servizi educativi o di quelli erogati dal Terzo settore. Un’attenzione specifica va rivolta alle famiglie più fragili e a quelle aventi al loro interno ragazzi con bisogni educativi speciali.
Approvare e finanziare la proposta di legge PD per l’assegno unico e la dote unica per i figli e potenziare un child benefit, concesso a tutti ma in misura diversa a seconda della condizione economica e dell’età dei figli è il senso del disegno di legge di iniziativa PD attualmente in discussione alla Camera, che precede le altre misure contenute nel Family Act.
Per consentire a tutte le famiglie di affrontare il più serenamente possibile questo momento difficile è necessario costruire una proposta complessiva che guardi a tutta la famiglia. Le nostre proposte prevedono quindi di incentivare lo smart working e ogni forma di flessibilità organizzativa dei tempi di lavoro attraverso contratti collettivi aziendali, al fine di conciliarli con quelli della famiglia; di prorogare i bonus baby sitting (da spendere anche per servizi diurni) e i congedi parentali, anche con obbligo alla fruizione alternata, consentendoorari diversi e flessibili di entrata e di uscita dal lavoro, cessione solidale di ferie e permessi.