Vanna Iori a FestaReggio: \"Genitori e figli insieme per non farsi sorprendere dai pericoli della rete\"

Vanna Iori a FestaReggio: \

Domenica 14 settembre, nella serata conclusiva di FestaReggio, oltre cento persone hanno affollato la sala Vincenzo Cerami per assistere all\'incontro "Ragazzi, non cadete nella rete: i pericoli della navigazione Internet" organizzato dal Partito Democratico per mettere in guardia sui rischi nascosti del web e dei social network per bambini, giovani e adolescenti, con particolare attenzione ai temi del cyberbullismo, dell’adescamento e della pedopornografia online.
A confrontarsi, moderati dallo scrittore e giornalista Piergiorgio Paterlini, sono stati la deputata reggiana del Pd Vanna Iori, referente nazionale del partito per l’infanzia e l’adolescenza, la deputata Pd e vicepresidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza Sandra Zampa e Geo Ceccaroli, capo della Polizia Postale dell\'Emilia-Romagna, che ha illustrato al pubblico presente in sala alcuni casi concreti derivanti dalla sua esperienza nel campo delle attività di contrasto a questi fenomeni e che ha fornito indicazioni pratiche a genitori e insegnanti su come riconoscerli e affrontarli.
Dopo una panoramica iniziale da parte della Iori, che ha posto l’accento soprattutto sui rischi non percepiti dai ragazzi durante la navigazione online, è intervenuto Ceccaroli mostrando alcune slide riassuntive che hanno inquadrato gli aspetti sanzionatori della questione.
Sono stati però i dati presentati durante la serata a colpire maggiormente l’attenzione del pubblico e a intercettarne le preoccupazioni: secondo una ricerca di Save The Children, infatti, il 52% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni chatta online con sconosciuti, il 41% invia dati personali e numeri di telefono a persone di cui non conosce l’esatta identità, il 30% fissa appuntamenti con individui contattati in rete, il 20% ammette di praticare il sexting, ovvero l’invio di immagini e video di se stessi nudi o seminudi in pose ammiccanti ad altre persone.
La questione dei rischi della rete per i più giovani, però, secondo la deputata Iori va affrontata a più ampio raggio: “Altrettanto ignari dei pericoli, infatti, sono gli stessi genitori, da una parte per il gap generazionale che li separa dai cosiddetti nativi digitali, dall’altra perché spesso non si assumono la responsabilità genitoriale di contrattare con i figli norme condivise per un corretto uso degli strumenti informatici e dei social network”. 
“Così come ad esempio si insegna ai figli a parlare e ad andare in bici - ha concluso la parlamentare reggiana - allo stesso modo non si dovrebbe dar loro in mano uno smartphone o un tablet senza prima educarli e accompagnarli costantemente nel percorso di apprendimento che li porti a comprendere come valutare criticamente i siti visitati e le applicazioni scaricate”.






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