Vanna Iori a Orvieto alla Festa dell\'Unità nazionale del Pd sulla scuola “Saperi 2.0”
È dedicata ai “Saperi 2.0” la Festa dell’Unità nazionale del Pd su scuola e università che ha preso il via martedì 2 settembre a Orvieto, in Umbria. Cinque giorni di eventi e dibattiti per affrontare i temi che stanno più a cuore al mondo della scuola: infanzia, integrazione, didattica digitale, edilizia scolastica, tasso di dispersione, legge sul sostegno e sistema duale scuola-lavoro.Mercoledì 3 settembre la deputata reggiana Vanna Iori, responsabile nazionale del Pd per l’infanzia e l’adolescenza, sarà protagonista di una tavola rotonda sul tema dei servizi all’infanzia dal titolo “Chiedo asilo”.
“Sono contenta del programma "1.000 asili" annunciato dal premier Renzi", ha spiegato la parlamentare democratica: "Offrire servizi all’infanzia precoci, innovativi, flessibili e di qualità non è solo una questione pedagogica e sociale, ma è anche un rilancio economico del paese, poiché l’impoverimento educativo è anche impoverimento economico, come dimostrano tutte le ricerche comparative mondiali”.
L\'Italia, infatti, risulta al 25° posto per l’istruzione sui 29 paesi ad economia avanzata del pianeta (dati Unicef) e ancora oggi meno di due bambini su dieci possono frequentare un asilo nido. Il picco di eccellenza nel panorama nazionale è rappresentato dal 26,5% dell’Emilia-Romagna, un livello comunque ancora inferiore rispetto al 33% dell’Europa.
Secondo Vanna Iori “povertà materiali e immateriali producono costi economici ed educativi poiché ledono i diritti alla cura, allo sviluppo cognitivo, emotivo, linguistico, sociale, soprattutto per i bambini che crescono all’interno di famiglie a maggior rischio di esclusione sociale”.
Per questo, ha aggiunto la deputata emiliana, “occorre sviluppare un sistema di promozione dei diritti che coinvolga non solo le pubbliche amministrazioni, che in tempi di crisi sono sempre più in difficoltà, ma anche collaborazioni con cooperative e welfare aziendale in una pluralità di esperienze, di offerte e anche di costi. I servizi educativi generano bene sociale perché l’educazione non è una questione privata, ma è sempre pubblica e politica”.